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Pensieri sull’Arte

10 Febbraio, 2009 (18:14) | Pensieri sull'arte, thinking about the art

  

  

ESPRESSIONI

 

   

La mia educazione classica mi ha consentito nel rendermi conto dei diversi mezzi di espressione tra il colore e il disegno, la luce e l’ombra.

I maestri del passato mi hanno fatto riflettere sul mio lavoro, come la pittura e l’arte in generale si sia evoluta fino ai giorni nostri?

Il mio studio si è concentrato sulla pittura impressionista,  “il mio preferito è Monet ” così incominciai a dipingere dal vivo, entravo in uno spazio vero, il mio lavoro, cercando di cogliere tutti gli elementi che mi circondavano e più che altro sentire le mie emozioni, allora gli insegnamenti del passato diventavano importanti, facendomi riflettere sull’importanza del colore e dei suoi contrasti

mentre il segno si liberava.

 

Realizzando alcuni lavori, ho trasfigurato la figura, concentrandomi sulle masse e i piani di colore.

aggiungendo una linea di congiunzione alle forme…………….

 

Considero il disegno non come un semplice esercizio, ma un liberarsi da stati d’animo affinché non si raggiunge la massima leggerezza.

 

 

Ora i miei lavori sono ricchi di contrasti di colore, ogni volta che scopro un colore nuovo mi carico di gioia e vivo quel momento come se non tornasse più.

Il colore raggiunge la sua piena identità ed espressione quando viene organizzato nel suo spazio e nel frattempo corrisponde ad un’intensa emozione.

I miei lavori nascono da un rapporto molto forte con la natura ed il mondo che mi circonda, del mio vivere e della mia quotidianità.

A volte un’opera nasce per la semplice pura ricerca e sperimentazione di materiali alternativi di uso comune, una sorta di alchimia tra supporto e colore, la ricerca della forma mi consente di continuare il mio lavoro affinché non trovi la giusta armonia tra segno e colore.

La forma nasce da sola è il colore che la crea, essa partecipa al movimento dell’opera con i suoi pieni ed i suoi vuoti, non conosco quando e come nasceranno le forme, si creano dinnanzi a me come una magica fantasia.

Il substrato che inserisco mi crea un effetto materico, come se volessi concretizzare maggiormente le mie emozioni, gli strati successivi si legano fra di loro in un’armonia totale, creando il giusto rapporto.

A volte invece i lavori nascono non dallo stretto contatto con il soggetto, ma per una visione di immagini in cui vengono esaltati alcuni episodi più tristi degli aspetti sociali, allora nasce un lavoro come il ciclo delle LAVAGNE.

Essendo inerte di fronte all’assurda realtà che fuoriesce da un oggetto elettronico come la televisione, con i continui bombardamenti di immagini violente che rientrano nel nostro vivere e che col tempo perdono memoria, non puoi startene passivamente fermo.

Rifletti come puoi manifestare questa assurda violenza degli uomini, cerchi di proteggere il bambino e vai a scoprire la sua innocenza, il suo esprimersi attraverso un linguaggio universale, il disegno ed il colore.

Allora mi sento partecipe, la mia voce diventa colore e forma.

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 Testo Critico Dott.ssa Valeria S. Lombardi »

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