Jeanfilip

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ATTI D’ARTE

13 giugno, 2008 (17:22) | Pensieri sull'arte, thinking about the art

ATTI D’ARTE
JeanFilip

Presso la 9centoArt Gallery a Rovato (BS) si terrà un’interessante mostra dell’artista JEAN FILIP dal 2 giugno-15 luglio (inaugurazione 2 giugno ore 17,30). Parte del ricavato della vendita dei dipinti andrà all’United National Children’s Fund.L’arte di JeanFilip è propriamente arte magma riuscendo così a trascrivere efficacemente le più recondite emozioni, gli stati d’animo più puri dei bambini in un turbinio di accenti ricolmi di sensazioni antiche personali che divengono propriamente universali.
Tutto è realizzato facendo riscoprire l’anima intonsa di un bambino in un mondo e in situazioni ormai opache, forse perché hanno ormai dimenticato e perso la grazia di essere bambini.

Così è il percorso pittorico che ci rilascia in questo ciclo di lavagne, per l’esattezza dieci lavagne. Un voluto gioco simbiotico-simbolista della lavagna: mezzo di svago, mezzo di apprendimento. Quasi in questa ambivalenza di significati si può leggere ora la pittura di JeanFilip: opere che sono colme di valore e di vissuto come se fossero state cosparse da esili figure di bambini.

Il segno cromatico è forte unendo e disunendo quando necessita, creando poi stabilità. Ma questo segno è l’elemento portante di tutto questo ciclo, talvolta mordace, altre volte più tenuto a freno da altre composizioni.

Si guardi ad esempio “Goldboard”. Se per un attimo asportiamo, dimentichiamo i segni infantilistici, si ritroverà un maturo segno carico di un ricordo memore alla Capogrossi, ma anche del sublime Burri.
Vi sono poi dipinti quali “Over board”, ma anche “Azur board” dove la coesione tra le due età viene come modulata da cromie fredde su cromie calde. L’apoteosi del concetto bimbo viene scandita in tutto il suo svolgere nel “White board”: quasi l’idea di uno schizzo preparatorio dove sono chiamati in causa tutti i protagonisti delle varie scene.

Tra tutte le opere emergono in particolarità e fascino “Black board” e “Greenboard”. In “Green board” pare evincere un’idea di impostazione alla Degas: una sorta di fantino che si libra portandosi con sé i bambini, il campanile, ovvero gli affetti.
Ma è “Blackboard” che racchiude in sé una propria magia. A primo acchito pare di ravvedere qualcosa di “Guernica” di Pablo Picasso. Un gioco apportato dalla cromia nera che in questo caso funge da piena protagonista a sottolineare una coesione che forma quasi una protoscultura alla Calder.

L’arte pittorica di JeanFilip convince perché non solo è matura, equilibrata, ma anche perché riesce a librarsi, a plasmarsi in ambiti assai differenti. Creando e così apportando nuove visioni, nuovi percorsi di vita e di interiore saggezza.

Un’arte quindi assai apprezzabile nei toni, nei significati nobili qui espressi e soprattutto nelle oggettive rese.

Valeria S. Lombardi – Redazione Giornalistica Autogestita – E.R.B.A.

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